Coppa Italia 2011/2012

 

Ottavi di finale

Data

Incontro

R.Fin.

!° t.

Marcatori

18-01-12

NAPOLI - Cesena

2-1

0-1

Popescu (C) al 20' pt, Cavani (N) al 20' st, Pandev (N) al 41' st

NAPOLI (3-4-2-1): Rosati; Fernandez, Cannavaro, Britos (dal 29'st Donadel); Zuniga, Inler (dal 13' st Maggio), Dzemaili, Dossena; Hamsik, Vargas (dal 1'st Pandev); Cavani. (In panchina: Colombo, Grava, Fideleff, Chavez). All.: Mazzarri.

CESENA (4-3-3): Ravaglia; Vesi, Benalouane, Rossi, Lauro; T..Arrigoni (dal 29' st Martinez), Colucci (dal 15' st Candreva), Popescu (dal 29' pt Parolo); Rennella, Ghezzal, Bogdani. (In panchina: Calderoli, Cica, Lolli, L. Arrigoni. All.: D. Arrigoni.

Arbitro: Doveri di Roma

Note: serata serena, terreno in discrete condizioni. Spettatori: 28 mila circa. Ammoniti: Cavani (N) e Ghezzal (C). Recupero: 3', 4'.

Cronaca:

NAPOLI, 12 gennaio 2012 - Vargas? No, ci pensa Pandev. Napoli col fiatone sul Cesena. Coppa Italia: nella serata dell'esordio del cileno è decisivo il macedone, entrato proprio per Edu dopo l'intervallo. Rimonta vincente 2-1 degli azzurri dopo la rete di Popescu e il pari di Cavani.

Il nuovo acquisto tanto atteso stecca la prima davanti ai suoi tifosi e per risolvere la pratica deve intervenire il "vecchio". O almeno, non l'ultimo arrivato. Edu Vargas si farà, ne siamo certi: ma per stasera deve guardare esultare gli altri. Il Napoli passa ai quarti di finale grazie ai gol di Cavani e Pandev, entrato dopo l'intervallo a sostituire proprio il cileno. Il Cesena cade 2-1 al San Paolo dopo aver chiuso davanti il primo tempo. Ma recrimina, perché la rete di Pandev è vagamente dubbia: gol fantasma, in soldoni.

Incertezza — La certezza non la sapremo mai, guardando l'azione da così lontano. Ma la punizione che Pandev calcia dal vertice destro dell'area di rigore al 99% supera la linea: però vallo a dire a quelli del Cesena, che a 5' dalla fine stavano pregustando dei supplementari da giocarsi a viso aperto. Invece niente, proteste inutili e risultato che promuove gli uomini di Mazzarri, abulici per un tempo, ai quarti di finale di Coppa Italia. In attesa di Inter o Genoa.

Poca intesa — Sì, però Pandev non doveva giocare, nelle previsioni. Bravo lui a dare vivacità a un attacco che, con Edu Vargas, si era incriccato. Spiace scrivere male del cileno, forse emozionato alla prima davanti al suo pubblico; ma le incomprensioni con Cavani (in un'occasione i due si pestano letteralmente i piedi per andare su un cross di Dossena) sono evidenti. E il liscio dello stesso Vargas che spiana la strada al vantaggio ospite è il più classico del "Potrebbe essere peggio, potrebbe piovere", con pioggia immediata. Popescu, uno dei tanti giovani lanciati da Arrigoni nella mischia, supera Rosati con un rasoterra.

Cavani sbaglia e segna — L'intervallo porta consiglio a Mazzarri. Il nuovo acquisto torna in soffitta, dentro "l'usato sicuro". Cavani si mangia un gol incredibile a porta semi-vuota su cross di Dossena, ma pareggia dopo una respinta corta di Ravaglia. Pari giusto, che forse dovrebbe rimanere tale anche al 90'. Prima della punizione vincente di Pandev. La carta vincente del mazzo: il jolly macedone al posto dell'asso (per ora solo sulla carta) cileno. (www.gazzetta.it - Alessandro Ruta)

Cavani Pandev

Quarti di finale

Data

Incontro

R.Fin.

!° t.

Marcatori

25-01-2012

NAPOLI - INTER

2-0

0-0

5' st. Cavani (R), 48' st. Cavani
NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Inler (dal 37' s.t. Dzemaili), Gargano, Zuniga; Hamsik (dal 43' s.t. Dossena), Lavezzi (dal 20' s.t. Pandev); Cavani. (Rosati, Britos, Fernandez, Vargas). All. Mazzarri.

INTER (4-4-1-1): Castellazzi; Maicon, Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Thiago Motta (dal 32' s.t. Zarate), Cambiasso, Obi (dal 1' s.t. Alvarez); Sneijder; Milito. (Julio Cesar, Cordoba, Faraoni, Poli, Castaignos). All. Ranieri

ARBITRO: Celi di Campobasso (Cariolato-Di Fiore).

NOTE: spettatori 30 mila circa. Ammoniti: Chivu (I), Sneijder I), Milito (I), Maggio (N), Gargano (N). Calci d'angolo: 4-4. Recuperi: 1'pt, 3'st.

Cronaca:
Coppa Italia: la squadra di Mazzarri si impone 2-0 al San Paolo grazie alla doppietta del Matador, a segno nella ripresa su rigore e nel recupero. In semifinale per Mazzarri c'è il Siena

Finalmente una bella partita, da coppa inglese. Del resto questa era una sfida da Champions. Vince il Napoli, meritatamente. Ancora una volta Cavani protagonista, che spinge la squadra di Mazzarri alla semifinale di Coppa Italia. Ora gli azzurri hanno un'autostrada – con tutto il rispetto per il Siena – per arrivare in finale e accaparrarsi un posto in Europa, più complicato da raggiungere in campionato. Ma l'Inter, almeno quella del secondo tempo, merita applausi per come si gioca tutto attaccando fino all'ultimo secondo, sfiorando quel pari che significherebbe supplementare e subendo allo scadere il 2-0. Dopo otto vittorie consecutive si ferma la corsa della squadra di Ranieri (che ha in Mazzarri la sua bestia nera: mai battuto in 10 sfide, con le ultime 4 perse), ma il tecnico romano ha da cogliere elementi positivi da questa prestazione, con il recupero pieno di Sneijder, che dimostra di poter coesistere con Alvarez. Del resto, in rimonta nel campionato e in corsa nella Champions, qualcosa bisogna pur lasciare visto che al momento non tutta la rosa è al meglio fisicamente.

LA COPERTA DELL'INTER — Il Napoli migliore contro la migliore Inter possibile, visto che in mattinata sono rimasti a casa i febbricitanti Lucio e Pazzini. C'è Samuel in mezzo e gioca anche Maicon, mentre a centrocampo al fianco di Cambiasso c'è Thiago Motta, che potrebbe essere alla sua ultima apparizione in nerazzurro, e un Milito davanti che non pare in grado di sostenere il doppio impegno ravvicinato. Il 4-4-1-1 forgiato da otto successi consecutivi con soli 3 gol subiti diventa affidabile comunque, anche se Chivu a sinistra barcolla più volte. Tra l'altro il tecnico romano non vuole assolutamente lasciare spazi e contrattacchi agli azzurri, per cui il primo quarto d'ora scorre via senza emozioni a scaldare l'infreddolito pubblico. Maicon non supera la metà campo e Sneijder è attento anche a dare una mano in mediana.

FIAMMATE AZZURRE — Il primo sussulto lo dà Gargano in versione (occasionale) Pirlo: lancio preciso di 40 metri per il taglio di Maggio - sul quale la diagonale di Chivu ha poco di geometrico - l'azzurro non affonda il colpo e Castellazzi è attento a salvarsi. Poco dopo è Sneijder a provare dal limite: centrale. Il Napoli ci prova centralmente con Lavezzi che va a prendersi una bella punizione, tirata bene da Gargano ma di poco a lato con Castellazzi stavolta fuori causa. Si va avanti con qualche fiammata del Napoli e su una di queste, con verticalizzazione di Lavezzi per Cavani, Chivu annaspa e tira giù al limite dell'area l'uruguaiano: i padroni di casa chiedono il rigore ma Celi non vede nemmeno fallo e soprattutto poco prima sorvola su un brutto fallo di Sneijder (vittima Gargano): fallo da espulsione, nemmeno ammonizione e neppure punizione. L'ammonizione arriva poco dopo quando l'olandese (nervoso con Ranieri che prova a calmarlo) calcia il pallone in porta a gioco fermo. E il giallo a questo punto andrebbe sommato al precedente. La squadra di Mazzarri comincia a crederci e a premere sull'acceleratore e a fine tempo su un bell'affondo Hamsik da sinistra rimette indietro controtempo il pallone per il liberissimo Aronica, che da mancino ci mette il piattone destro con ringraziamenti di Castellazzi, che non deve nemmeno sporcarsi d'erba.

C'E' RICKY MA ECCO CAVANI — Ranieri ridisegna l'Inter passando al 4-3-2-1 con Alvarez affiancato a Sneijder per dare più vivacità in avanti. Ma proprio nel momento in cui Maicon mette il naso fuori e i nerazzurri provano ad alzare il baricentro, un doppio errore di Thiago Motta costa caro. Il centrocampista della Nazionale si fa soffiare in uscita il pallone da Cavani e poi lo tira giù in area: stavolta Celi è vicino e vede bene. Ma dopo 3 rigori sbagliati su 4 e il precedente di un anno fa (quarto di finale perso ai rigori proprio dall'Inter) il pallone diventa pesantissimo e la porta piccola. E' qui che si vedono i campioni: Edinson Cavani batte centralmente e Castellazzi va sulla sua sinistra.

L'INTER PROTESTA — Il vantaggio cambia l'inerzia della partita. E finalmente l'Inter comincia a far salire più uomini: al 12' Milito in area va giù, il fallo di Maggio sembra non esserci e Celi fa segno di proseguire, l'argentino s'imbufalisce e becca pure il cartellino giallo. Sneijder si giova della presenza di Alvarez e gioca meglio. Comincia a prendere la mira dalla distanza e su punizione De Sanctis ci mette i pugni. Poi ancora l'olandese manda Alvarez in porta ma inspiegabilmente il mancino, ostacolato da Zuniga, appoggia sulle mani del portiere avversario. Sugli spazi però il Napoli vola e strappa gli applausi un'azione velocissima, tutta di prima, Gargano-Cavani-Pandev con conclusione del macedone (subentrato a Lavezzi) alta.

FINALE SPETTACOLARE — Ranieri manda dentro pure Zarate per un 4-2-3-1 molto offensivo col nuovo entrato a sinistra e Alvarez a destra. Intanto anche Mazzarri, grazie alla duttilità di Hamsik, è passato al 3-5-2 e va sottolineato lo spirito di sacrificio dello slovacco, criticato perché segna poco, lui che sarebbe un centrocampista che ci ha abituato male concludendo i suoi campionati in doppia cifra di gol. Le squadre si allungano e la partita diventa più vivace. Gargano spreca la palla del 2-0, mentre l'Inter va vicinissima al pari con Zarate sul quale l'istinto di De Sanctis è eccezionale. Poi è Dzemaili da 25 metri a costringere Castellazzi a una deviazione non facile. Ancora Maicon con uno strano tiro cross a sfiorare il gol. Ma è Cavani, con uno splendido slalom a evitare anche Castellazzi a depositare in rete il 2-0 che vale la qualificazione certa.

Il rigore di Cavani
Il gol del definitivo 2-0 di Cavani

Semifinale - andata

Data

Incontro

R.Fin.

!° t.

Marcatori

9-02-2012

SIENA - NAPOLI

2-1

1-0

42' pt. Reginaldo, 21' st. D'Agostino, 41' st. Pesoli (a)
SIENA (3-4-2-1): Farelli; Pesoli, Contini, Belmonte; Angelo, D'Agostino, Gazzi, Rossi; Reginaldo (25' s.t. Giorgi) Mannini (17' s.t. Brienza), Bogdani (6' s.t. Larrondo). (Pegolo, Terzi, Vergassola, Gonzalez). All.: Sannino.

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (12' s.t. Lavezzi); Maggio, Gargano, Dzemaili (29' s.t. Inler), Zuniga; Hamsik, Pandev (26' s.t. Vargas); Cavani. (Rosati, Fernandez, Britos, Dossena). All.: Mazzarri.

ARBITRO: De Marco.

NOTE: serata fredda, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Pandev, Mannini, Campagnaro. Angoli: 3-3. Recupero: 1' p.t., 5' s.t.

Cronaca:

Coppa Italia: sorpresa Siena. 2-1 sul Napoli al Franchi. Andata in Toscana: reti di Reginaldo nel primo tempo e D'Agostino nella ripresa, poi gli azzurri si scuotono, segnano grazie all'autorete di Pesoli al 41' e colpiscono un palo e una traversa. Ritorno al San Paolo il 21 marzo.

Il Siena fa l'impresa, ma il Napoli, grazie ad un gol segnato in extremis su autorete, scaccia la paura e si avvicina alla finale di Coppa italia, che vale un pass per l'Europa per la prossima stagione. È il risultato che propone il Franchi, il cui verdetto è rappresentato dal 2-1 finale, dopo la semifinale d'andata.

Confronto per la storia — Un Siena con in campo le seconde e terze linee rischia di inguaiare un Napoli che giustamente si è presentato in Toscana con i suoi campioni, per centrare un obiettivo cruciale. I gol di Reginaldo e D'Agostino fanno venire i cattivi pensieri al toscano Mazzarri e sognare a occhi aperti il napoletano Sannino. Ma poi l'autorete di Pesoli nel finale regala agli ospiti ben più di una ciambella di salvataggio. Al San Paolo il 21 marzo, basterà un 1-0 per centrare la finalissima e un posto nella prossima Europa League, visto che nell'altra semifinale si sfidano Juve e Milan, destinate a un posto Champions. Il Napoli l'ultima Coppa Italia l'ha vinta nel 1987: vorrebbe tanto concedere il bis. Il Siena ha sognato di cogliere l'attimo di un'occasione irripetibile: c'è riuscito solo in parte. La serata di gloria è arrivata, le prospettive sono invece meno rosee. Il Napoli, come in campionato, a Siena aveva pareggiano 1-1 in rimonta, si è svegliato tardi, ma nel finale ha creato occasioni da rete a raffica, chiudendo il Siena nel suo fortino improvvisato e sfiorando il pari.

Reginaldo gol — Il primo tempo è giocato a ritmo basso. Il Siena, pur con in campo le riserve delle riserve, è tonico. Pressa, intenso. Vuole sfruttare il momento magico, non ha nulla da perdere. Stona un po' invece la prova in controtendenza di D'Agostino, che si muove in punta di piedi, elegante, ma che perde diversi palloni lanciando il contropiede degli ospiti. Il Napoli fa pochino. Nonostante in campo ci sia una formazione che assomiglia parecchio a quella titolare, con Pandev al posto di Lavezzi e Dzemaili che sostituisce Inler. La squadra di Mazzarri non riesce a velocizzare il gioco. Cavani testa i riflessi di Farelli, sugli sviluppi dell'angolo una conclusione di Gargano non impensierisce più di tanto il terzo portiere dei toscani. Il Siena, sornione, passa alla prima palla gol. Sfrutta una dormita della difesa del Napoli, apparsa ancora una volta incerta. Mannini manda in profondità Reginaldo, la cui qualità migliore è la velocità lanciato negli spazi. Campagnaro se lo dimentica, De Sanctis in uscita viene saltato. Il Siena è in vantaggio e chiude il primo tempo sull'1-0.

Mazzarri cambia — Dopo 12' dall'inizio del secondo tempo nei quali Mannini, un ex il più ispirato, sfiora il raddoppio. Il tecnico dei partenopei decide che così non si può più andare avanti. E allora, fuori Aronica, un difensore, dentro Lavezzi, una punta. Con Hamsik che arretra sulla linea dei centrocampisti. E Lavezzi sfiora subito il pari,sul cross di Zuniga: palla appena a lato. Sfiorato l'1-1 con il suo sinistro micidiale.

Raddoppio D'Agostino — Il Siena non trema, però. E anzi, cinico, raddoppia, scampato il pericolo, alla prima occasione per il 2-0. Segna D'Agostino, con un sinistro secco a centroarea sul cross da sinistra di Rossi.

Il Napoli riapre i conti — Il Napoli finalmente attacca a testa bassa. Non c'è più tempo da perdere. Avanza a folate, tambureggiante. Con Lavezzi ora è un'altra squadra. Belmonte salva sulla linea di porta sul colpo di testa a botta sicura di Cavani, dopo la corta respinta di Farelli su Lavezzi. La rete che riporta la bilancia della qualificazione più in equilibrio, considerando il ritorno al San Paolo, arriva a 5' dalla fine. È un autogol, per essere precisi. Pesoli per anticipare Cavani nell'area piccolo insacca nella sua porta. C'è però un grosso ma. Prima in 2' succede infatti di tutto: il Napoli colpisce un palo, il Siena riparte in contropiede e Brienza, lanciato in posizione sospetta di fuorigioco, viene messo a terra da Vargas. Sarebbe punizione e l'attaccante rischierebbe pure l'espulsione, ma l'arbitro De Marco se ne lava le mani. Giocare. Poi il Napoli accorcia. E poi sfiora addirittura il pari, con Campagnaro che con uno stacco di testa imperioso colpisce la traversa. Il Siena vince la partita, il Napoli, scampata la paura, si avvicina alla finale di Coppa Italia e quindi all'Europa League 2012-13. (www.gazzetta.it - Riccardo Pratesi)

L'autogol di Pesoli
Un dei pali colpiti dal Napoli


Semifinale - ritorno

Data

Incontro

R.Fin.

!° t.

Marcatori

21-03-2012

NAPOLI - SIENA

2-0

2-0

10' pt. Vergassola (aut), 30' pt. Cavani
NAPOLI (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio (dal 40' p.t. Dossena), Inler, Gargano (dal 17' s.t. Dzemaili), Zuniga; Hamsik Lavezzi /(dal 36' s.t. Pandev), Cavani. (Rosati, Britos, Fernandez, Vargas). All. Mazzarri.

SIENA (4-4-1-1): Brkic; Belmonte (dal 20' s.t. Bogdani), Pesoli, Terzi, Contini; Rossi, Vergassola, Parravicini, Mannini (dal 31' s.t. Sestu); Brienza; Larrondo (dal 34' s.t. Gonzalez). (Farelli, Vitiello, Codrea, Gazzi). All. Sannino.

ARBITRO: Valeri di Roma (Alessandroni-Marzaloni/Mazzoleni).

NOTE: ammoniti Gargano al 36' p.t. per g.s., Mannini al 9' s.t. per proteste, Pesoli al 34' s.t. per g.s. Recuperi: 1' nel p.t., 4' nel s.t.

Cronaca:

NAPOLI, 21 marzo 2012

Autogol di Vergassola e gol di Cavani: raggiunta la Juventus alla sfida del 20 maggio. I toscani ci provano nella ripresa, ma senza lucidità. La finale vale di fatto già un posto sicuro in Europa per gli uomini di Mazzarri

Sarà Napoli-Juventus. E comunque vada è già assicurato un posto in Europa. E' finale dopo 15 anni. L'ultima Coppa Italia con gli azzurri in campo nell'ultimo atto è stata nel 1997, quando vinse il Vicenza. Il Siena si è arreso dopo il 2-1 dell'andata pagando un primo tempo feroce della squadra di Mazzarri, in gol con un'autorete di Vergassola e un gol di Cavani e poi tanta sofferenza con un Siena generoso, ma poco lucido. Il sogno dei toscani si spegne così al San Paolo, ma gli uomini di Sannino devono mangiarsi le mani per come hanno gestito la fase finale del match. Il miglior Napoli possibile si è trovato di fronte un Siena mai visto. Fra squalificati (Grossi) e indisponibili (D'Agostino, Bolzoni, Calaiò, Angelo e Destro) Sannino ha deciso per un turnover ragionato e ha piazzato Brienza a supporto di Larrondo in un 4-4-1-1, con Gonzalez che si è accomodato in panchina e una squadra zeppa di incontristi con l'evidente intento di bloccare le azioni dei padroni di casa sul nascere e cercare l'impresa per fare la storia. Mazzarri ritrovava Maggio e si è affidato al tridente Hamsik, Lavezzi-Cavani: c'era da vincere, non c'era alternativa in un San Paolo col record di presenze stagionali.

LETALI — Il Siena aveva provato a stupire il Napoli, con una squadra cortissima e un'occupazione degli spazi grintosa e un pressing molto alto, ma i padroni di casa hanno giocatori dal tasso tecnico nettamente superiore in attacco e ogni volta che il pallone arriva nella metà campo toscana vengono i brividi a Brkic. E dopo appena dieci minuti arriva il gol: Terzi colpisce la palla con la mano sulla trequarti sinistra del Siena nel tentativo di contrastare Maggio. Punizione che Lavezzi calcia verso l'area, Cavani colpisce di tacco cercando un compagno alle spalle, Vergassola è sulla traiettoria e calcia involontariamente verso la propria porta e batte Brkic per un autogol che cambia radicalmente il volto alla partita. Il Siena infatti prova a spingere cercando il pari, aprendo spazi invitanti alle frecce azzurre. E infatti nel giro di pochi minuti Brkic salva su una girata al volo di Cavani, servito in area da Lavezzi scappato a sinistra. Il Napoli ragiona e prova a rallentare il gioco affidandosi alle ripartenze: sull'1-0 la finale è assicurata e non vale la pena rischiare. Il Siena manca di lucidità davanti e perde ogni contrasto a centrocampo. Gioco facile per la squadra di Mazzarri, che è in Paradiso con tutto quello spazio a disposizione. Ed è letale, il Napoli, alla mezz'ora: punizione di Brienza, palla in area recuperata da Inler e servita a Lavezzi che ingrana la quarta e scappa fino a servire Hamsik a sinistra, cross in area dove Cavani non ha rivali e può insaccare di testa bucando Brkic per il 2-0. Sannino a questo punto dà la sveglia ai suoi, passa dal 4-4-1-1 al 3-4-1-2, con Brienza a supporto di Larrondo e Mannini, in gran serata, spostato in attacco. Ma la verità è che il pressing del Napoli funziona alla perfezione e ogni volta che la palla arriva a uno dei tre davanti la retroguardia del Siena entra in crisi. Unica brutta notiza prima del riposo per il Napoli l'infortunio muscolare per Maggio al 40': entra Dossena. Per Maggio si teme un lungo stop.

coi denti — Il Siena se la vuol giocare, sa che con un gol si guadagna i supplementari e rientra in campo con una determinazione feroce, ma non basta occupare gli spazi e pressare altissimo: troppi gli errori sia in fase di impostazione sia in quella di finalizzazione. Il Napoli si chiude, abbassa pericolosamente il proprio baricentro e il Siena prende fiducia e spinge, ma arriva al tiro solo dalla distanza senza far paura. Sannino a questo punto toglie Belmonte e inserisce Bogdani, facendo tornare Mannini al suo posto a centrocampo. Il Siena ci crede e schiaccia i rivali nella loro metà campo. Cavani e Hamsik rientrano per dare una mano ai compagni, con Lavezzi che resta sulla linea di centrocampo pronto ad approfittare di ogni palla buona per scappare. Esce Gargano, entra Dzemaili: le tossine delle tante battaglie giocate in questo mese si fanno sentire e gli azzurri calano vistosamente, ma restano sul campo sui nervi e sul cuore e vengono graziati dalla precipitazione dei senesi che sbagliano di tutto. E così sul 2-0, stando così le cose, la partita resta aperta, col Siena che però non trova varchi di fronte a una difesa ordinata e feroce del Napoli sulla propria trequarti. Sannino le prova tutte: dentro Sestu per uno stanco Mannini e Gonzalez per Larrondo. Ma alla resa dei conti i veri pericoli li corre a ripetizione il Siena, con le ripartenze da brividi di Lavezzi e Hamsik, che però non hanno fortuna al momento di concludere. E si continua così anche dopo l'uscita di un provato Lavezzi per l'ingresso di Pandev, che serve a 6 minuti dalla fine una palla d'oro ad Hamsik, che non inquadra la porta. Il Siena tenta l'assalto finale, lasciando dietro solo Contini e Pesoli, ma il Napoli resiste coi denti e va in finale. Appuntamento al 20 maggio a Roma: c'è la Juve. (www.gazzetta.it - Nicola Melillo)

L'autogol di Vergassola
Il gol do Cavani

Finale

Data

Incontro

R.Fin.

!° t.

Marcatori

20-05-2012

Juventus - NAPOLI

0-2

0-0

Cavani su rigore al 18', Hamsik al 38' s.t.
JUVENTUS (3-5-2): Storari; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner (dal 23' s.t. Pepe), Vidal, Pirlo, Marchisio, Estigarribia; Borriello (dal 28' s.t. Quagliarella), Del Piero (dal 23' s.t. Vucinic). (Manninger, Padoin, Giaccherini, Matri). All. Conte.

NAPOLI (3-5-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica; Maggio, Dzemaili, Inler, Hamsik (dal 4' s.t. Dossena), Zuniga; Cavani (dal 48' s.t. Britos), Lavezzi (dal 27' s.t. Pandev). (Rosati, Grava, Fernandez, Vargas). All. Mazzarri.

ARBITRO: Brighi

NOTE: stadio esaurito. Espulso Quagliarella al 44' s.t. per gioco scorretto. Ammoniti Marchisio, Dzemaili, Cannavaro, Storari, De Sanctis. Recupero 1' p.t., 5' s.t.

Cronaca:

Roma, 20 maggio 2012

Coppa Italia al Napoli. Primo k.o. della Juve. Gli azzurri vincono 2-0 la finale dell'Olimpico. I gol nella ripresa: Cavani su rigore e Hamsik. Al 90' espulso Quagliarella. Ultima partita in bianconero per Del Piero.

Il Napoli vince la Coppa Italia. E dunque stringe in mano un trofeo, che gli mancava dal 1987 (primo titolo in assoluto dal 1990), al termine di una stagione contraddittoria, giocata benissimo nelle coppe, le notti magiche di Champions sono indimenticabili, ma così così in campionato. La vittoria degli uomini di Mazzarri ha ancora maggior valore perché toglie l'imbattibilità stagionale ad una Juventus che ce l'ha messa tutta - non è arrivata a Roma priva di stimoli, nonostante il tricolore -, ma che è stata meno lucida del recente passato. A volte persino pasticciona. E' simbolico che nel calcio italiano quest'anno festeggino due società tornate in serie A a braccetto insieme, solo 5 anni fa. Una nota a parte la merita Del Piero, comunque. Non ha vinto, stavolta, ma ha giocato bene. E soprattutto ha chiuso una carriera fantastica con la Juventus. A quota 705 presenze. Chapeau.

IL NAPOLI PARTE FORTE — Fortissimo. E domina nei primi 15', interpretando meglio l'approccio ad una finale secca, vincendo il confronto dei moduli 3-5-2, a specchio. Un'occasione la spreca Zuniga, di testa, e Storari è bravo nel riflesso, poi Lavezzi mette appena a lato un bel destro in diagonale. C'è di più. Cavani viene fermato per un fuorigioco quantomeno dubbio mentre andava in porta. La Juve soffre dietro, l'assenza di Chiellini si fa sentire.

CINGOLATO JUVE — Scampato il pericolo, però, i campioni d'Italia crescono. Lentamente. Ma inesorabilmente. La Juve carbura, e diventa il solito carro armato. Del Piero tocca pochi palloni, ma sempre con sapienza, Marchisio è il solito stantuffo che unisce quantità e qualità, e soprattutto Pirlo gioca da Pirlo. Che in questa stagione significa spesso, e stasera di sicuro, da migliore in campo. Marchisio prima sfiora il gol, poi non si vede assegnare un rigore clamoroso sul finale di primo tempo: il difensore, in palese ritardo nella chiusura, calcia lui, invece del pallone. Una topica gigante dell'arbitro Brighi. All'intervallo è 0-0, ma le occasioni non sono certo mancate. Per il Napoli merito soprattutto di un Lavezzi ispirato, sul cui assist Hamsik non arriva per un capello della sua folcloristica criniera, a porta spalancata. Gara piacevole, bella anche sugli spalti alla faccia di chi paventava atmosfere apocalittiche di violenza per questa finale.

FISCHI PER FIASCHI — Nel secondo tempo la gara si innervosisce. Tanti falli, altrettante proteste, e non aiutano decisioni arbitrali sciagurate, che scontentano tutti. Brighi non ne azzecca una.

REGALONE JUVE, CAVANI LO SCARTA — Al 16' della ripresa la partita svolta. E la coppa prende la direzione sud, verso Napoli. Su un'innocua rimessa laterale Bonucci si addormenta, e Storari invece di accompagnare Lavezzi verso il fondo, lo tocca in area. Rigore. Cavani dal dischetto è impeccabile: 1-0 Napoli.

FUORI DEL PIERO — Al 23' esce Del Piero, salutato da un'ovazione. E' un momento storico: il suo addio alla Juve. Cambio ingeneroso: eppure il capitano bianconero aveva giocato beme, certo meglio di Borriello. Ma Conte non fa sconti alla carriera. C'è una coppa in ballo. Dentro Vucinic.

JUVE ALL'ARREMBAGGIO — Tutta nella metà campo del Napoli. Sfiora il gol con Bonucci e Pepe, ma non passa. Spinge e spinge ancora, ma non possa. Il Napoli vuole fortissimamente vuole, questa coppa. Sa che è il suo momento. Deve cogliere l'attimo.

HAMSIK CHIUDE I CONTI — In contropiede. Spietato. Assist di Pandev, tocco morbido dello slovacco, tenuto in gioco da Bonucci, a scavalcare Storari. 2-0 e gara chiusa. Si sentono solo i tifosi del Napoli, ora, all'Olimpico. Stavolta, dopo lo sberleffo dello 0-3 allo Juventus Stadium, quando se l'erano sentiti intonare dai tifosi bianconeri, "O surdato nnamurato" lo cantano loro. A squarciagola. (www.gazzetta.it - Riccardo Pratesi)

Il "Capitano" Cannavaro alza la Coppa
Cannavaro con la Coppa Italia
L'esultanza di Lavezzi
Inler bacia la Coppa negli spogliatoi.